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Dissenso diplomatico a Coponhagen: accordo sempre più irraggiungibile

Copenhagen: un cane che si morde la coda. Il summit delle Nazioni Unite è quasi al termine, ma ancora gli accordi non hanno preso forma.

Il 16 dicembre, a tre giorni dalla conclusione del summit, il presidente in carica Connie Hadegaard ha ceduto la carica al primo ministro Lars Lokke Hadegaard. Mr Rasmussen si occuperà dell’organizzazione delle discussioni finali del summit…il nuovo ministro suscita ancora meno speranze del precedente: Copenhagen ha perso la sua eroina.

Nella stessa giornata, i tecnici hanno lasciato il posto ai ministri; quest’ultimi, a loro volta, hanno ceduto la poltrona il 17 dicembre ai Presidenti degli stati che dovranno concludere le negoziazioni.

Stiamo assistendo ad un waltzer; un waltzer che ancora fatica a  raggiungere l’armonia che permetterà di conseguire gli obiettivi prefissati.

Durante il summit non si è rotto il ghiaccio tra le coalizioni di stati, è come se ognuno fosse un blocco a sè stante.

Le notti insonni si susseguono al Bella Center, ma la carta degli accordi continua a rimanere bianca come all’inizio del summit.

La situazione si dovrebbe sbloccare con l’arrivo dei Presidenti degli stati partecipanti al Bella Center. Ci si aspetta la produzione di un documento che riassuma i caratteri salienti della Convenzione di Kyoto e l’istituzione di gruppi che si occupino dei piani di lavoro a lungo termine.

Surfrider Foundation Europe

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